lunedì, settembre 09, 2013

Pubblicità': libera le donne e apre la mente

DIALETTICANDO





Pubblicità: libera le donne e apre la mente
di Natascia D'Isa
Direttore Marketing e Comunicazione (Silvian Heach)












SILVIAN HEACH è un marchio esclusivamente femminile disegnato e prodotto dall'azienda ARAV Fashion, guidata e composta prevalentemente da donne.
L'ultimo dei nostri obiettivi è pertanto svilire la donna a cui, di contro, vogliamo dare  attraverso le nostre campagne, certamente provocatorie, un messaggio forte di libertà e di apertura mentale. Le donne Silvian Heach devono poter essere libere di esibire se stesse, laddove lo desiderino, senza dover temere in alcun modo che il loro atteggiamento, a volte anche sfrontato, possa essere interpretato da uomini prepotenti e incapaci di gestire le proprie pulsioni come un "via libera" a comportamenti scorretti.
Gabriele Clima (n.d.r. che sul blog dei creativi italiani invita i soci a protestare contro la pubblicità sessista), forse, dovrebbe domandarsi se ritiene corretto che una ragazza che esce la sera debba rinunciare ad una minigonna per paura di essere accusata di aver "indotto" una eventuale violenza. Io e l'azienda che rappresento, dunque, non smetteremo di batterci per permettere si possa comportare e vestire come vuole senza che per questo possa essere considerata una istigatrice della violenza maschile.







5 commenti:

  1. Che una pubblicità così possa aprire la mente mi sembra ridicolo. Però è vero che la volgarità impera ovunque: avete mai visto le edicole in pieno centro città? o le immagini pubblicate sulle copertine dei libri più venduti delle case editrici più importanti? avete mai ascoltato i discorsi dei nostri politici o dei nostri intellettuali? questa pubblicità, tutto sommato, mi sembra meno esplicita e meno di cattivo gusto rispetto al resto che ci dobbiamo sorbire.

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  2. Se questa pubblicità piace e fa vendere..dov'è il problema? La gente ottiene quello che vuole e che merita. Non vorrei mai che un ente moralizzatore, dall'alto, ci imponesse cosa vedere, cosa leggere e cosa comprare. W la libertà...con tutte le conseguenze che ne derivano. Se questa pubblicità è il prezzo da pagare in cambio della libertà...lo pago volentieri!

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  3. Come sempre non è importante il cosa me il fine. Posso fare la stessa azione ma con fini differenti dando quindi valenza differente alle due azioni. Invito una persona a casa: perchè ne trarrò vantaggio o perchè mi fa piacere la sua compagnia. Ecco un banale esempio. Cosa vuole raggiungere la pubblicità e che implicazioni sociali essa ha. Potrei fare anche un'azione corretta, ma che possa trarre in inganno o essere male interpretata ( pensiamo ad andare vestiti all' occidentale in certi paesi arabi) meglio adeguarsi alla mentalità per non trarre in inganno le persone e vanificare la testimonianza della vita.
    Per concludere come viene percepita dai più questa pubblicità? Se negativamente anche se magari non vi è nulla di male meglio cambiare registro. In casa possiamo girare anche discinti senza provocare alcuno scandalo presso i membri della famiglia perchè è chiaro a tutti che non vi sia malizia o altri fini, ma lo stesso gesto in ufficio...
    paolonumber1

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  4. Se le pubblicità di questo tipo vengono diffuse ovunque e ad ogni ora è ovvio: alla gente piace! dobbiamo prenderne atto, alla gente piace e i pubblicitari, le aziende e alcune donne piacenti e formose ne approfittano. Matematico. Da che mondo è mondo.
    Prof Luigi Curzio

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  5. Siamo in piena decadenza: esibire, esibire, esibire, ma solo il corpo - non il cervello
    Deprimente

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